PER UNA DIDATTICA DELL’EMERGENZA “INTELLIGENTE”

Premessa pedagogica e metodologica

“Insegnando impariamo” (A. Schopenhauer)

All’adolescente sono necessari orizzonti vasti ed esperienze sociali, che la DAD o la DDI non possono offrire. L’ambiente chiuso e virtuale lo privano degli elementi che gli consentono il pieno sviluppo della personalità, così come sancito anche dallo Statuto delle Studentesse e degli Studenti all’art. 1: “La scuola è una comunità di dialogo, di ricerca, di esperienza sociale, informata ai valori democratici e volta alla crescita della persona in tutte le sue dimensioni. […] La comunità scolastica, interagendo con la più ampia comunità civile e sociale di cui è parte, fonda il suo progetto e la sua azione educativa sulla qualità delle relazioni insegnante-studente, contribuisce allo sviluppo della personalità dei giovani, anche attraverso l’educazione alla consapevolezza e alla valorizzazione dell’identità di genere, del loro senso di responsabilità e della loro autonomia individuale e persegue il raggiungimento di obiettivi culturali e professionali adeguati all’evoluzione delle conoscenze e all’inserimento nella vita attiva.”

Le reazioni ad un ambiente che risponde in maniera inadeguata alle esigenze psicologiche del bambino e dell’adolescente possono portare a manifestare ‘anomalie’; solo la libertà di agire consolida e sviluppa la personalità, pertanto un adeguato intervento educativo può assumere un valore preventivo in campo psicologico.

Quando il discente è messo in condizioni favorevoli all’apprendimento, che ne valorizzino la naturale predisposizione, manifesta un’attività intellettuale straordinaria, può costruire attivamente la propria vita, divenendo consapevole del proprio ruolo sociale, acquisendo un’educazione interiore ed un senso di giustizia inteso come responsabilità individuale cosciente, nascono in lui la dignità ed il senso morale.

Per dirla con le parole di Maria Montessori: “La scuola si può considerare secondo due punti di vista: o come il luogo in cui si impartisce l’istruzione, o come una fase di preparazione alla vita. In quest’ultimo caso, la scuola deve soddisfare tutti i bisogni della vita.” (Montessori M., Dall’infanzia all’adolescenza, Franco Angeli, 2019)

Ancora una volta, lo Statuto delle Studentesse e degli Studenti ci ricorda che “la vita della comunità scolastica si basa sulla libertà di espressione, di pensiero, di coscienza e di religione, sul rispetto reciproco di tutte le persone che la compongono, quale che sia la loro età e condizione, nel ripudio di ogni barriera ideologica, sociale e culturale.”

Nella prospettiva di garantire allo studente il “diritto ad una formazione culturale e professionale qualificata che rispetti e valorizzi, anche attraverso l’orientamento, l’identità di ciascuno e sia aperta alla pluralità delle idee” (Statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria, DPR 24 giugno 1998, n. 249, art. 2 comma 1), la scuola dovrà perseguire la continuità dell’apprendimento valorizzando le inclinazioni personali degli studenti, anche attraverso la possibilità di formulare richieste, di sviluppare temi liberamente scelti e di realizzare iniziative autonome.

Nel rispetto della piena vocazione della scuola come comunità educante che pone al centro della sua azione le necessità ed il benessere del discente e nell’affermazione della libertà di insegnamento sancita dall’art. 33 della Costituzione italiana, premesso che l’insegnamento a distanza non è un insegnamento efficace e considerato che alle scuole secondarie di secondo grado e alle università è stato chiesto di organizzare “lezioni” a distanza, i docenti SCA propongono:

  • che durante gli incontri online con i propri studenti ciascun docente sviluppi temi educativi trasversali, nell’ottica di offrire “pillole di benessere” ai ragazzi, già così fortemente deprivati della socialità e della possibilità di interagire in maniera costruttiva con l’ambiente;
  • che gli incontri online vengano sfruttati da tutti come occasioni per porre domande e chiarire dubbi e incomprensioni di qualsiasi genere, lasciando ampio spazio al dialogo con gli studenti;
  • che i docenti forniscano agli studenti indicazioni utili per proseguire lo studio in autonomia fino al successivo incontro in presenza;
  • che le attività proposte durante gli incontri online non siano soggette a verifiche né a valutazioni numeriche e che le valutazioni siano eventualmente elaborate in base ad indicatori più ampi come partecipazione, interazione, impegno, autonomia, motivazione, capacità di dialogo, di critica e di autocritica, di ascolto.

Al fine di contribuire all’elaborazione efficace di momenti di apprendimento durante la DAD o DDI, SCA fornisce alcune indicazioni pratiche:

  • stabilire un rapporto sincero tra alunni, insegnati ed ambiente di apprendimento, improntato al massimo rispetto reciproco;
  • valorizzare i meriti degli studenti, limitando la propria azione di docenti al necessario e al sufficiente, al fine di incoraggiare l’autonomia;
  • lasciare la libertà di creare, di progettare e di organizzare, prestando attenzione affinché lo studente convogli energie e tempo seguendo preferenze certe e definite;
  • ricordare che, nell’insieme delle attività, si deve dare spazio anche al bisogno di solitudine e di calma dell’adolescente;
  • favorire l’attività all’aria aperta, sia individuale che, qualora possibile, in gruppo, al di fuori dell’orario scolastico.

Il programma degli incontri dovrebbe perseguire i seguenti obiettivi:

  1. Aprire la via alle possibilità di espressione personale. A questo scopo si possono proporre attività legate a: le arti (come la musica, l’arte drammatica e le arti figurative, che permettano il fare concreto e lo sviluppo delle manualità fine); la lingua parlata (coltivando l’arte di parlare con logica, esporre idee, ragionare e dibattere)
  2. Rispondere agli elementi creatori della vita psichica dell’uomo. A questo scopo si possono proporre attività che sviluppino: l’educazione morale (base dell’equilibrio fisico e morale), la matematica (nel potenziamento della tensione all’esattezza, alla misurazione e alla comparazione); la lingua madre e le lingue straniere (le parole sono il mezzo naturale per esprimere il pensiero e, quindi, di stabilire la comprensione fra gli uomini)
  3. Mettere l’adolescente in contatto con la civiltà attuale offrendogli una cultura generale, anche per mezzo dell’esperienza. A questo scopo saranno importanti incontri legati a: lo studio della terra e della vita nella Natura (geologia, biologia, botanica, astronomia, zoologia…); lo studio del progresso umano attraverso le scienze fisiche e chimiche (opportunamente affiancato da esperimenti pratici); lo studio della storia dell’umanità (attraverso la storia, il diritto e la filosofia, scegliendo particolari periodi o personaggi che abbiano destato negli allievi un interesse particolare, prestando attenzione ai sentimenti, ai costumi, al comportamento dell’uomo, sia come individuo che nei gruppi sociali cui appartiene).

Nessuno può sostituire il lavoro di un docente in presenza. Nessuna macchina potrà mai sostituire l’uomo nell’insegnamento.

“Non si può insegnare niente; si può solo far sì che uno le cose le trovi in se stesso”

Galileo Galilei