PREMESSA

  • Il Consiglio di Stato ha recentemente dato ragione a una famiglia che aveva fatto ricorso contro l’obbligo della mascherina a scuola per la figlia (leggi la sentenza).
  • È giunto il momento di tutelare gli studenti che accusano da mesi disagi fisici e psicologici a causa delle mascherine.

    RICORSO PER LA RIMOZIONE DELLE MASCHERINE AL BANCO

    Il ricorso nazionale al TAR del Lazio ha come obiettivo la rimozione delle mascherine al banco dai 6 ai 18 anni. Il ricorso è promosso dallo Studio legale Massafra, che ha già vinto il ricorso al TAR Lazio contro la vaccinazione antinfluenzale obbligatoria disposta dall’ordinanza Zingaretti Z00030 del 17 aprile 2020.

    • Se  il ricorso verrà vinto, tutti gli studenti italiani dai 6 ai 18 anni potranno rimuovere le mascherine al banco
    • Possono partecipare anche i non residenti nella regione Lazio
    • Come aderire (scarica l’informativa in Pdf)
    • Il costo è di 150€ per ogni famiglia ricorrente (non riguarda il numero di figli). Il pagamento può essere concordato con lo studio legale che ha dato massima disponibilità, considerando le capacità di ognuno e considerando le difficoltà del momento (si può richiedere una dilazione).
    • I 150€ sono onnicomprensivi (nessuna spesa ulteriore verrà richiesta, nemmeno qualora venisse perso il ricorso)
    • Per presentare il ricorso è necessario firmare una procura con la firma di entrambi i genitori o, in alternativa, la procura con la firma di un solo genitore (entrambi i modelli sono contenuti nell’informativa in Pdf)
    • La salute dei bambini e dei ragazzi non è l’unica motivazione del ricorso: sono state analizzate numerose altre motivazioni, su più livelli.

    PERCHÉ RICORRERE?

    Le mascherine dovevano rappresentare una soluzione temporanea. Preoccupa notare come le persone e gli studenti si siano ormai abituati a utilizzarle anche da soli, per strada o in macchina, il più delle volte scordandosi di indossarle.

    I bambini e i ragazzi stanno perdendo la voglia di vivere e di tornare a scuola in presenza. Molti insegnanti, diventati rigidi controllori delle norme anti Covid, stanno facendo un pessimo lavoro come docenti.

    Il più delle volte vengono messe in atto vere e proprie torture psicologiche e ricatti nei confronti degli studenti, soprattutto nei licei:

    • Gli studenti devono stare per 5 o 6 ore seduti: non si possono alzare nemmeno per la ricreazione, solo per andare in bagno.
    • Dall’inizio dell’anno i professori e gli studenti non si sono mai visti in volto senza la mascherina, dunque alcuni docenti non hanno nemmeno imparato ad associare i cognomi agli alunni delle loro prime classi.
    • Le mascherine devono sempre coprire naso e bocca. Si abbassano solo quando si mangia e raramente per respirare (se non visti). Guai a parlare o a voltarsi anche di 45° per rivolgere la parola senza mascherina a un compagno distante 1 metro: lo sguardo deve essere sempre dritto e non si può parlare durante la ricreazione.
    • Se si parla senza mascherina scatta una nota. Tutte le interrogazioni avvengono con le mascherine.
    • In alcuni comuni non è consentito usare mascherine chirurgiche a scuola, ma solo mascherine FP2.
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