No alla discriminazione dei bimbi secondo lo status vaccinale, sì al diritto all’istruzione: “La scuola che accoglie” respinge al mittente la legge Lorenzin.

Non è un’associazione, né un partito, né un sindacato; è piuttosto un ampio gruppo spontaneo di insegnanti e operatori della scuola che si sono trovati e riuniti sotto un comune intento: impedire che la legge 119 del 2017 determini l’esclusione o la discriminazione dei bambini e dei ragazzi non in regola con i nuovi obblighi vaccinali. Si chiama “La scuola che accoglie” ed è un gruppo attivo in tutto il territorio nazionale, con sezioni dislocate nelle varie regioni. Sono già diversi gli incontri organizzati e costante è l’attività di sensibilizzazione e informazione per contrastare le decisioni che rischiano di negare il diritto all’istruzione sancito dalla Carta Costituzionale.
A spiegarci cos’è e come funziona “La scuola che accoglie” sono Anna Gruppioni e Fabio Cummaudo, rispettivamente referente nazionale e referente per il Veneto.
A quale necessità risponde la creazione de “La Scuola Che Accoglie” e com’è nato questo movimento diffuso sul territorio nazionale?
“La scuola che accoglie” non è un’associazione, un partito, un sindacato; si identifica con la scuola stessa e rappresenta un monito per tutti a rammentarci che abbiamo il dovere di salvaguardare l’identità della scuola come istituzione che svolge un servizio pubblico aperto a tutti, nel quale sono tutelate la legalità e la privacy. La scuola per prima deve offrire un esempio di costituzionalità e di legalità. “La scuola che accoglie” nasce spontaneamente per difendere il diritto di tutti i bambini di partecipare alla vita della comunità scolastica, contrastando le esclusioni derivanti dall’applicazione della legge 119/2017.
Come professionisti della scuola non possiamo accettare che anche un solo bambino venga escluso. L’inclusione, che ha caratterizzato per anni la scuola del nostro paese, improvvisamente – in seguito all’approvazione della legge 119/2017 – non può più essere data per scontata ed è diventata un valore da difendere. Ci prefiggiamo quindi di condurre una pacifica rivoluzione culturale che possa portare alla modifica/abrogazione della legge n. 119/2017.
Qual è la finalità che vi ripromettete di raggiungere?
La presa di coscienza del mondo scolastico è appena iniziata. Come movimento stiamo lavorando affinchè si formi un humus capace di accogliere in sé i semi di una nuova realtà scolastica, adatta ai tempi nuovi e ai nuovi esseri umani che oggi si affacciano alla società, con inclinazioni e richieste del tutto peculiari. Riteniamo essenziale che la scuola riscopra lo spazio della relazione educativa: promuovendo l’ascolto reciproco e i rapporti umani, educando al rispetto e alla valorizzazione delle diversità, valorizzando il dubbio come motore del progresso scientifico, aiutando gli studenti a sviluppare il senso critico e fornendo loro un esempio di integrità morale.
Quale giudizio date sulle decisioni adottate e che limitano di fatto il diritto all’istruzione e alla socializzazione dei bambini?
Non possiamo accettare che venga violata la Costituzione, in particolare l’articolo 34 che recita: “La scuola è aperta a tutti”.
Troviamo riprovevole da parte delle istituzioni il non tener conto della sensibilità dei bambini e dei ragazzi e le conseguenze psicologiche che le esclusioni e le discriminazioni comportano.
Sulla questione, quanto è unito il fronte degli insegnanti? C’è una sensibilità diffusa o ci sono anche resistenze?
La scuola rispecchia in sé tutte le divisioni insite nella nostra società. In questi mesi si sono verificati diversi episodi di discriminazione nei confronti di bambini e ragazzi da parte dei loro educatori, che non hanno saputo riconoscere e affrontare i propri personali pregiudizi.
Quali iniziative avete in animo di portare avanti?
Siamo disponibili a sostenere e ad accompagnare i genitori nel confronto con le istituzioni scolastiche. Promuoviamo e partecipiamo a incontri e dibattiti sul territorio: il prossimo incontro – “Scuola e Costituzione” – si terrà a Bologna domenica 11 marzo 2018 e sarà aperto a tutti. Tra i relatori avremo anche il Prof. Paolo Maddalena, vicepresidente emerito della Corte Costituzionale. Tutte le informazioni, anche per iscriversi al convegno, sono sul nostro sito web. Stiamo creando e promuovendo eventi culturali, perché la Cultura – patrimonio della Società – continui a essere fruibile, condivisa e partecipata: presto a Bologna si terrà un Concerto di musica classica dell’Ensemble “La scuola che accoglie”, a ingresso gratuito. Molti di noi sono musicisti diplomati e docenti di musica e di strumento, dunque ci esibiremo in un concerto aperto alla cittadinanza che si terrà presso la chiesa di Sant’Egidio a Bologna, l’11 marzo alle ore 19.30. Infine, stiamo progettando un Convegno pedagogico.
Quanto diffuso è il movimento e come vi siete organizzati?
“La scuola che accoglie” è presente su tutto il territorio italiano e ha un coordinamento nazionale formato dai referenti di ciascuna regione. Tutti i membri sono in costante comunicazione tra loro e lavorano in gruppi operativi per l’organizzazione di convegni, dibattiti, eventi culturali e incontri con finalità di formazione e di autoformazione.
Per informazioni:
La Scuola Che Accoglie