Una legge approvata recentemente ci ha costretti ad assistere a fatti gravissimi, degni di uno Stato totalitario, senza venir nemmeno presi in considerazione come esperti e come parte in causa nella relazione educativa e formativa degli alunni. Se ci fosse stato chiesto, avremmo fatto presente che una simile discriminazione si distanzia e si contrappone ampiamente a tutto ciò che nella Scuola è stato promosso negli ultimi quarant’anni.
È tempo che tutto il personale scolastico rifletta sulla reale portata degli ultimi provvedimenti. Disinformazione e paura hanno portato insegnanti e dirigenti a violare la privacy degli alunni sia sulla porta delle scuole sia in classe. Ci sono stati episodi di bambini segregati durante la mensa, famiglie che si sono viste i figli esclusi da scuola, insegnanti che hanno chiesto apertamente in classe chi si fosse vaccinato. Tutto questo in nome di una prevenzione, ma chi doveva prevenire tutto questo?
Per i minori dai 6 ai 16 anni, ai quali è garantito l’accesso a scuola, si prospetta un altro disagio legato alla consapevolezza, dovuta all’età, di essere diversi, di non dover parlare con gli altri di alcuni temi che li riguardano, poiché rischiano di essere bullizzati ed esclusi dal gruppo. Una prigione di silenzio che, specie a questa eta’, può portare a problemi di natura psicologica e lasciare segni indelebili nell’animo dei nostri alunni.
Alla luce di quanto espresso, preoccupa molto anche la “lezione sui vaccini” prevista dalla legge, e ci si auspica che venga presa ogni precauzione affinché gli studenti non debbano subire ulteriori umiliazioni e violazioni dei loro diritti fondamentali.

Il diritto alla salute rappresenta soltanto uno dei numerosi diritti che la nostra società dovrebbe tutelare e la Scuola non si sente di affermare che esso debba prevalere sugli altri. La Scuola e la società hanno il dovere di salvaguardare anche i diritti di uguaglianza sociale, l’uguaglianza di ogni cittadino di fronte alla legge e l’abolizione di ogni discriminazione sociale. Un’attenzione dei mezzi d’informazione troppo sbilanciata sul diritto alla salute porterà inevitabilmente e inesorabilmente l’ago della bilancia a pendere a sfavore della tutela di altri diritti ugualmente fondamentali e imprescindibili.