PIERO CALAMANDREI: PER LA SCUOLA

Recensione a cura di Marika Adianto

L’AUTORE

Piero Calamandrei, fiorentino, politico, avvocato e accademico italiano, si laureò in legge a Pisa nel 1912. Insegnò nelle Università di Messina, Modena, Siena e Firenze dal 1924. Partecipò alla Grande Guerra. Si impegnò attivamente nel movimento antifascista. Durante il ventennio fu uno dei pochi professori universitari che non chiese la tessera del Partito Nazionale Fascista. Fece parte dell’Assemblea Costituente.

LA CITAZIONE

La libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare, quando si sente quel senso di asfissia che gli uomini della mia generazione hanno sentito per vent’anni, e che io auguro a voi, giovani, di non sentire mai, e vi auguro di non trovarvi mai a sentire questo senso di angoscia, in quanto vi auguro di riuscire a creare voi le condizioni perché questo senso di angoscia non lo dobbiate provare mai, ricordandovi ogni giorno che sulla libertà bisogna vigilare, dando il proprio contributo alla vita politica” (Piero Calamandrei, discorso pronunciato nel salone degli Affreschi della Società Umanitaria di Milano il 26 gennaio 1955)

PERCHÉ LEGGERE QUESTO LIBRO?

Calamandrei, da giurista e politico, aveva ben chiara la necessità di difendere la scuola pubblica, infatti il testo suggerito contiene tre suoi interventi particolarmente significativi nei quali ci ricorda – e ne abbiamo bisogno – che le condizioni culturali di ognuno sono centrali nella vita di una società che voglia dirsi democratica. Lui ne era profondamente consapevole e promuoveva un’istruzione capace di rialzare, in tutta la società, i livelli di cultura. La scuola è quindi ritenuta “organo centrale della democrazia”, in quanto capace di rimuovere gli ostacoli della disuguaglianza in modo da consentire a tutti i cittadini di rivelare e sviluppare le loro qualità sociali.

Di cosa ci parla, quindi? Di coltivare consapevolezza e di aver cura di proteggere la cultura e la scuola pubblica. Attuale, non vi pare? Per il movimento La Scuola Che Accoglie, che sostiene – senza se e senza ma – l’articolo 34 della Costituzione, le arti, il loro libero insegnamento e le parole di Calamandrei suonano davvero famigliari e confortanti: ci confermano ancora una volta che non siamo soli. Ciò che conta è ritrovarsi, anche se “solo” tra le pagine di un saggio.

UN BRANO TRATTO DAL LIBRO

Trasformare sudditi in cittadini è miracolo che sola la scuola può compiere. (…) L’uomo non può essere libero se non gli si garantisce un’educazione sufficiente per prender coscienza di sé, per alzar la testa dalla terra e intravedere, in un filo di luce che scende dall’alto in questa sua tenebra, fini più alti che non sia quello quotidiano e bestiale di saziare gli stimoli della fame.”